L'Inps e i tempi di lavorazione delle domande

L'Inps e i tempi di lavorazione delle domande

20.02.2019
Tempi di attesa invalidità civile
Assessore D'Amato
Alessio D'Amato

L'assessore regionale alla sanità Alessio D'Amato, con una nota trasmessa agli organi di stampa, si congratula per la riduzione dei tempi di definizione dei verbali sanitari di invalidità civile.

Secondo la nota, la concentrazione davanti alla commissione Inps delle visite per l'accertamento dell'invalidità (che in precedenza si svolgevano in prima istanza nei distretti Asl per essere poi definite dall'Inps con possibilità di ulteriore convocazione a visita), avrebbe ridotto i tempi di conclusione dell'iter amministrativo.

Ora si attenderebbero, dopo la visita davanti alla commissione, soli 30-40 giorni per avere una risposta, mentre in passato si sarebbe atteso di più.

A conti fatti, però, se si guarda l'intero procedimento di accertamento dell'invalidità civile, non sembrerebbe essersi manifestato un reale risparmio di tempo.

In precedenza, nella provincia di Viterbo si riscontrava, in media, un'attesa di circa tre/quattro mesi fra:

- la domanda di invalidità civile;
- la visita (circa un mese dopo) dinanzi alla commissione di prima istanza Asl;
- ed infine la valutazione definitiva da parte dell'Inps.

Attualmente, è pur vero che l'Inps impieghi "solo" 30 giorni per definire l'esito della collegiale medica;
ma è anche vero che si siano triplicati i tempi di attesa fra la domanda di invalidità e la convocazione a visita.

Come si può vedere nel seguente esempio:
a fronte di una domanda inoltrata il 20 febbraio,

Domanda inoltrata il 20 febbraio

viene fissata la visita all'Inps per fine maggio.

Visita a fine maggio

Aggiungendo, a questi tre mesi di attesa, ancora un altro mese per la definizione da parte dell'Inps dell'esito della visita, si ottiene una tempistica complessiva che non è affatto migliore rispetto alla precedente e con due indubitabili svantaggi per il richiedente:

- l'accertamento medico anziché avvenire un mese dopo la domanda, è rinviato a ben tre mesi dopo e non è quindi tempestivo;

- il richiedente non si reca più a visita presso il distretto Asl della sua residenza, ma è tenuto a spostarsi (in qualsiasi parte della provincia risieda) presso il centro medico Inps del capoluogo.

Sembrerebbe quindi che, dalla riduzione dei passaggi della procedura di accertamento sanitario, derivino semplificazioni per l'Inps ma non per il cittadino.